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PERDENTI DI SUCCESSO. IDEE NUOVE

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PERDENTI DI SUCCESSO. IDEE NUOVE

Nello scorso mese di giugno Fincantieri ha perso in Australia una maxi commessa per la costruzione di navi militari, il maggiore programma mai previsto in tempo di pace. Hanno vinto gli inglesi di Bae Systems. A fine settembre Leonardo ha perso negli USA quella che qualcuno ha chiamato "la sfida del secolo" che prevede la fornitura di 351 velivoli e 46 simulatori per l'esercito americano. I prodotti italiani partecipanti alle due sfide sono eccellenze riconosciute a livello mondiale: la fregata Fremm e l TU-100, versione dell'M346 di Alenia Aermacchi. 

La fregata Type 26 dei britannici era migliore? Non si può dire, perché non è operativa e solcherà i mari solo tra qualche anno. L'addestratore italiano non era al livello del Boeing-Saab che si è aggiudicato la commessa? Difficile crederlo, tenendo conto che l'M346 è stato acquistato, tra gli altri, da Israele. 

Le doppia dolorosa débâcle dipende da evidenti fattori politici. L'Australia, membro del Commonwealth, non può permettersi di far vincere un Paese sempre più vicino alla Russia di Putin. Nell' "America First" di Trump è impossibile che Boeing soccomba di fronte ad un'azienda italiana.

Eppure Salvini tifa apertamente per Trump. Ammira le politiche di Putin. Il premier Conte nei suoi incontri con il Presidente americano avrà, si spera, perorato la causa, plurimiliardaria, italiana. Immagino che il pragmatico sottosegretario Giorgetti, che ha la delega all'aerospazio, abbia fatto tutto ciò che era in suo potere per rendere effettivo lo slogan "prima gli italiani". Il cambio di strategia nella politica internazionale, deciso dal Governo senza un trasparente confronto parlamentare, in questi casi rilevanti e maledettamente concreti non ci ha portato, tuttavia, alcun vantaggio. Le roboanti dichiarazioni a ritmi industriali di Salvini sono, per ora, come dimostrato, inversamente proporzionali ai risultati. Una manifesta impotenza che ha colpito soprattutto le più avanzate imprese del Paese e i suoi lavoratori.

Nell'aerospazio, elicotteri e addestratori, nella cantieristica navale, L'Italia è un'eccellenza mondiale. Questa collocazione va presidiata e mantenuta con adeguate risorse nella ricerca. Ingegneri, operai, ricercatori delle Università, aziende dell'indotto, presenti in tutto il territorio nazionale, costituiscono un patrimonio inestimabile per l'Italia. Dedicare dispendiose energie e risorse per recuperare terreno in campi dove altri, tedeschi e francesi, sono più avanti di noi, sarebbe poco lungimirante.

Lo scenario è cambiato e sta cambiando. La Brexit priva l'Europa dell'esercito più importante del continente. Poche settimane fa Cina e Russia hanno organizzato la manovra militare congiunta più imponente dalla fine della seconda guerra mondiale. Si potrebbero fare altri esempi, ma bastano questi per indicarci la rotta. La strada più efficace è quella di valorizzare la presenza italiana all'interno del progetto di difesa comune europeo. L'unico, a trattati vigenti, che può procedere concretamente. Rifondando l'Europa della finanza e dell'austerità, praticata dai conservatori e dalla destra, nell'Europa federale dei popoli, gli Stati Uniti d'Europa di Cattaneo e Spinelli, che metta al centro la crescita e la lotta alle disuguaglianze. Valorizzando, in questa visione comune, le caratteristiche migliori dei singoli Paesi. 

Un solo elicottero, per esempio, venduto ad un emiro, può valere decine di milioni di euro.

Quante mozzarelle di bufala o pomodori pachino, entrambi buonissimi e che bisogna continuare a produrre, dobbiamo esportare per eguagliare la vendita di un elicottero?

È chiaro tutto questo al Ministro dello Sviluppo Economico che punta ad una crescita robusta e invece sta bloccando investimenti decisivi per programmi industriali avanzati?

Ricerca, nuovi prodotti, intelligenti e realistiche alleanze internazionali per ottenere nuove commesse. Questa è la via per realizzare posti di lavoro qualificati ad alto valore aggiunto, rafforzando piccole e medie aziende dell'indotto sempre più competitive. Tanto più nel tempo della rivoluzione digitale.

Si possono immaginare evoluzioni societarie e collaborazioni più strette riguardanti Leonardo e Fincantieri. Cassa Depositi e Prestiti può svolgere una funzione importante per rilanciare gli investimenti. Ma, con ogni evidenza, non sarà mai quello il cuore del problema. 

Questi temi, nel quotidiano frastuono di messaggi, hanno scarso diritto di cittadinanza. È anche per questo che, da anni, la finanza comanda, i tecnici eseguono e i politici partecipano a rumorosi talk show televisivi. Non sarà la convocazione a Palazzo Chigi dei capi delle maggiori aziende pubbliche, nominati dal Governo, a cambiare la realtà. Pensare che l'invito ad investire di più e a creare nuovi posti di lavoro, tanto più in una logica autarchica, possa produrre una crescita mirabolante, significa sottovalutare che la maggioranza di questi gruppi è esposta a sfide internazionali condotte senza esclusioni di colpi. 

Il compito della sinistra è tanto chiaro da apparire banale: togliere a chi ha tantissimo e dare a chi non ha condizioni per vivere con dignità. Tutto qui. E allora serve la Politica, non imbonitori di successo, al servizio di opache oligarchie interne e internazionali. C'è bisogno di pensiero e cultura politica nuovi, di un diverso rapporto tra economia e ambiente, per combattere ingiustizie, disuguaglianze, paure, Occorre unire il campo della sinistra e dei democratici e dividere quello a egemonia nazionalista. Finora, in Italia, si è fatto il contrario. La sinistra, dopo la disfatta del 4 marzo, si è acconciata ad occupare, senza ambizione, piccoli spazi di residuo potere. Tipico dei periodi di decadenza. Serve una svolta. La globalizzazione ha consentito progressi a milioni di persone nel mondo. Ha, tuttavia, prodotto pesanti disuguaglianze. Soprattutto in Occidente. Il lavoro, da solo, non è più strumento di redistribuzione del reddito e del potere. Nel tempo dei tweet, di Facebook e dei social, si sente il bisogno di un legame più profondo con le persone in carne ed ossa, per conoscere la realtà. I giovani non chiedono prediche, ma ascolto e aiuto. Occorre difendere il valore del risparmio, frutto dei sacrifici di generazioni e, spesso, unico welfare per milioni di famiglie.  Il solo strumento per risolvere i problemi della salute e della casa.  La manovra economica dell'attuale Governo, che privilegia la spesa corrente, rischia di colpire al cuore il risparmio dei ceti popolari e di impoverirli. La solitudine è micidiale. Riguarda il giovane in cerca di lavoro, il cinquantenne che lo perde, colpito nella sua dignità prima che nei suoi diritti, gli anziani, le nostre biblioteche viventi, costretti in una casa di riposo, le imprese lasciate sole nella dura competizione internazionale.  Stato Presente è una goccia artigianale, in mezzo al diluvio che caratterizza la potenza mediatica, assai costosa, della Lega nazionalista e del M5Stelle. È solo una piccola avanguardia che vuole dare voce a chi si impegna a ricostruire un nuovo campo di centrosinistra popolare, disponibile ad ascoltare con umiltà, idee e protagonisti originali, combattivi, coraggiosi. 

È capitato, tuttavia, che laboriosi artigiani abbiano realizzato importanti imprese.

A volte, pure questo è accaduto, anche piccole avanguardie possono cambiare la realtà se è chiara la meta. 

Pubblicato da : daniele marantelli, rightslider, front

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