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La DARPA europea e l’Italia

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La DARPA europea e l’Italia

Tra le proposte del discorso di Emmanuel Macron alla Sorbona, spicca l’idea di creare nei prossimi due anni un’Agenzia Europea sull’innovazione radicale, analoga alla DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency) degli Stati Uniti, cuore nevralgico del primato tecnologico americano.
 

La proposta non è nuova. L’anno scorso su Limes e Il Foglio avevamo sottolineato l’importanza di un investimento di questo tipo per l’interesse nazionale italiano.   
 

Come le altre proposte di Macron, anche questa dovrà confrontarsi con la realtà dei rapporti politici europei. Ma per l’Italia vale la pena di sostenerla, e di portare le sue idee e le sue prospettive in materia nel dibattito europeo. Facciamo qualche esempio concreto.
 

In primo luogo, la storia dell’innovazione negli Stati Uniti e in Israele dimostra il ruolo di primo piano della difesa e della sicurezza. Non si può parlare di innovazione né acquisire una reale ambizione internazionale se non si hanno tutti gli strumenti per sostenere questi ambiti. Occorre quindi consentire alla Banca Europea per gli Investimenti di finanziare tutti i progetti relativi alla difesa e alla sicurezza, superando ogni vincolo in materia. Un cambio di passo su questo tema sarà essenziale per il sostegno delle industrie europee in una nuova fase del Piano Juncker.
 

Anche nel contesto interno italiano, la proposta di Macron dovrebbe portare a un’accelerazione. Negli ultimi mesi sono nate iniziative diverse che possono contribuire alla prospettiva tracciata dal Presidente francese: si pensi, per esempio, alla piattaforma ITATech di Cassa Depositi e Prestiti e FEI, alla Fondazione Edoardo Amaldi avviata dall’Agenzia Spaziale Italiana, alla task force sull’intelligenza artificiale nella PA dell’Agid. Tutto questo sottolinea le potenzialità dell’Italia, che può giocare un ruolo cruciale anche nell’innovazione nelle scienze della vita e nella robotica, due ambiti che sono legati nel libro “I robot e noi” di Maria Chiara Carrozza, unica italiana nella classifica delle 25 donne della robotica pubblicata di recente da Robohub.
 

Per costruire la DARPA europea, sarà essenziale compiere alcuni passaggi culturali. In Italia, si tratta di percepire l’importanza di un investimento più forte e capillare nel trasferimento tecnologico, ma anche nelle persone che fanno ricerca. Nella loro visibilità nel discorso pubblico, nei loro stipendi e nella dignità del loro lavoro.  

 

Pubblicato da : Alessandro Aresu, rightslider

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