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I diritti, la finanza, lo Stato

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I diritti, la finanza, lo Stato

Si chiama velocità, il rivoluzionario che fa durare la crisi economica. E mette allo scoperto il ritardo della politica. Le tecnologie informatiche hanno cambiato tecnica e tempi delle comunicazioni e delle operazioni commerciali e finanziarie. Ciò che qualche anno fa richiedeva giorni, o almeno ore, di contatti, oggi avviene in un tempo che non è misurato per la sua durata. Ma è percepito come l'attimo che si vive. Questa novità ha spiazzato il sistema dei controlli. Pensiamo ai mutui subprime, mutui garantiti da ipoteche di grado successivo. Qualche anno fa , trasformati in titoli, negli Stati che ne ammettevano l'offerta al pubblico, ed inseriti in pacchetti di obbligazioni, venivano venduti in tutto il mondo premendo il tasto di un computer. La velocità della operazione, che non consentiva di vedere la struttura del prodotto, assicurava quello che appariva il miglior prezzo. Chi comprava, soprattutto il pubblico dei piccoli risparmiatori, non sapeva “aprire” i pacchetti e non capiva altro che la necessità di far presto. Avrebbero dovuto aiutarli gli esperti, le banche, le istituzioni di controllo. Ma la velocità impedì i controlli. Governi e giurisdizioni hanno agito dopo.

Il cambiamento del mercato finanziario indotto dalla velocità degli strumenti, ha prodotto altri mostri. Anche intrinsecamente leciti come le obbligazioni subordinate, ma caratterizzate da un rischio talmente alto da non potere essere percepito se non dall'esperto. Un carattere che certamente la più alta remunerazione sottolineava, ma che avrebbe sempre dovuto essere chiarito anche a costo di limitarne la diffusione. E persino scontando la loro estrema convenienza per l’assetto patrimoniale delle banche intermediarie. Esigenza fondamentale che tuttavia in questo caso è stata messa in contrasto logico, almeno, con quella di tutela del risparmio. Di qui la paura. Il cittadino si è trovato espropriato di un elementare diritto di sicurezza sociale: fidarsi della banca. Capire la sorte del suo danaro. Ed il fondamento della sua aspettativa di sicurezza.

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Pubblicato da : Giuseppe Maria Berruti

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